La prospettiva che ci siamo proposti è quella di lavorare come autonoma associazione socio-politica in grado di generare processi con precisi obiettivi e dare un valido contributo alla creazione di un’unica lista progressista per le prossime europee.
Ci rendiamo conto che l’operazione è difficoltosa, ma d’altro canto è emersa una coscienza e una preoccupazione da parte di tutti i partecipanti, relativamemte al critico momento storico che sta attraversando la politica nel nostro paese.
Termini come paura e sconcerto descrivono solo in parte la deriva che ci troviamo a fronteggiare in un dibattito politico ormai intriso di concetti quali il sovranismo, il diritto alla legittima difesa, la discriminazione razziale, la demagogia e il populismo nella peggior accezione del temine.
Futura è un percorso che punta a un cambio netto con il passato, al completo superamento della politica intesa come semplice ricollocamento del ceto dirigenziale dei partiti. Una malattia che ha reso la sinistra esanime, lacerata, frammentata e senza prospettive. Mai come oggi il problema sta nel riciclo, nei continui riposizionamenti, nel cambio di casacche, mozioni, fazioni. Varrebbe la pena invece mettersi umilmente a disposizione, in seconda o terza fila, al servizio di un processo di unità.
Questo percorso potrà avere dei compagni di viaggio, in grado di dare corpo a questa speranza, ove si verificassero nei prossimi mesi determinate condizioni di collaborazione. Nostri naturali interlocutori sono: Possibile, il movimento Europeo Diem 25, la nascente esperienza di Italia in Comune, personalità quali De Magistris, Giuliano Pisapia, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e i comitati Piazza Grande che vanno nascendo nelle varie città italiane.
Siamo consapevoli che per un progetto teso a polarizzare la sinistra in un’unica lista alle europee sarà importante quello che accadrà all’interno del Partito Democratico, e la capacità degli universi a sinistra di trovare comuni obiettivi.
Riconosciamo in Nicola Zingaretti la possibilità di dare respiro alla nostra visione, auspicando che la sua figura promuova il superamento delle correnti e delle vecchie logiche di riposizionamento del ceto politico di partito, puntando invece a un politica di contenuto che possa riavvicinare un elettorato sfiduciato da queste dinamiche.
![]() |
| primo incontro futura Bologna |
Ripartiamo 19 settembre 2018
La situazione politica va assumendo sempre più i tratti di una degenerazione personalistica con derive preocupanti non solo per il nostro paese, ma per l’intera eurozona.Mai come in questo momento siamo di fronte a una serie di istanze radicali ed estreme, fortememete caratterizzate da ideali nazionalisti e divisivi. Le derive razziste e autoritarie rappresentate dalla lega di Salvini sono ormai sotto gli occhi di tutti, così come le idee di Orban in Ungheria, di Marine Le Pen in Francia, del partito di destra ultranzionalista dell’austriaco Hofer, e la stessa Germania è insidiata dal ritorno da partiti xenofobi come Alternative four deutschland, che sta scalando posizioni anche sui sondaggi nazionali.
Il fenomeno che va emergendo come contrapposizione alle politiche di austerità degli ultimi 10 anni va sotto il nome di sovranismo, e porta con se una serie di alternative allarmanti verso un’Europa debole e non in grado di rispondere con efficacia alla domanda crescente dei cittadini.
L’europa dei popoli chiede rispetto dei diritti sociali, garanzie sui livelli occupazionali, sulla tutela di un lavoro subordinato ormai ridotto a una frammentazione speculativa che sulla pelle dei lavoratori si fa beffe dei diritti più basilari, (vedi i casi Ryanair, il lavoro a cottimo dei Runner, nuove schiavitù che imperversano dai campi di pomodori del sud alle app digitali dispensatrici di lavoro della new economy).
La finanziarizzazione dell’economia, gli scandali bancari, la priorità di mettere in sicurezza le banche centrali europee e nazionali hanno generato una cronica scarsità di investimenti sui territori, che si tramuta in perdite di posti di lavoro, con conseguenze anche tragiche: perdita della casa, della propria azienda, laceramento dei rapporti familiari e personali.
Su questo si basa il desiderio di vendetta, e l’azione di pancia di un intero elettorato deluso che alle ultime elezioni ha scelto m5s e ora si appresta a votare lega.
Il sonno della ragione genera mostri, e il rischio è quello di un’Europa delle destre, che tenderà a rispondere alle sole esigenze nazionali, erigendo muri, fisici ed economici, chiudendo le frontiere all’immigrazione e spostandosi su politiche protezionistiche. Quale sarà la soluzione quando ogni paese chiederà più fondi per sé e meno per glia altri? Cosa succederà quando al nostro paese sarà preclusa ogni trattativa europea per una politica dell’immigrazione condivisa che tenda a distribuire i flussi?
Il rischio del conflitto diplomatico ed economico insito in queste politiche è evidente a tutti e la prospettiva di un’Europa divisa non può che lasciare isolato il nostro paese, sia sul piano economico sia sul piano dell’immigrazione. Quella di Salvini, oltre ad essere immorale, ingiusta e razzista, è una strategia che rischia di tramutarsi in un cul de sac in cui potrebbe finire tutto il paese; una prospettiva che può sfociare solo in un conflitto.
Da questo intendiamo partire, da una visione di un’Europa diversa per la quale lavorare tutti insieme per sfatare lo spettro del sovranismo e della politica dei muri! Nella primavera dell’anno prossimo, con l’elezione del nuovo parlamento della UE, siamo chiamati tutti a fare la nostra parte per evitare un disastro ampiamente annunciato.
Siamo per una lista unica dei progressisti di sinistra in Italia, che concorra alle europee con un mandato chiaro, in grado di mettere in discussione il passato, cercare alleanze per una nuova politica economica condivisa, che è ormai irrimandabile visti i pericoli che si profilano.
La risposta non potrà essere però né Macron, né la Merkel, come non può essere Renzi. Vanno superate le incertezze di partiti social democratici timorosi della loro stessa natura. Insegna bene il caso Hollande e la sconfitta dell’intero Partito Socialista francese, sconfitta che annunciato il crollo del Partito Democratico in Italia. Serve coraggio, non inutili spostamenti di caselle all’interno dei congressi; serve nettezza nelle idee e nei contenuti, servono lotte verso i macro poteri economici come le grandi industrie del digitale; serve lotta alle delocalizzazioni, garanzia di un futuro ai deboli, equità diritti e lavoro per tutti i cittadini comunitari ed extracomunitari dell’unione europea, destinando fondi alle imprese e riducendo in maniera significativa le degenerazionizioni di un’economia bancaria, più volta al profitto che allo sviluppo della comunità.
![]() |
| manifestazione a Milano durante l’incontro Orban Salvini |
Serve una parola sola: “Sinistra", senza tentennamenti!
Noi ci siamo, e su questo percorso lavoreremo nei prossimi mesi! Un percorso che ti invitiamo a fare INSIEME.
*|FACEBOOK:LIKE|**|TWITTER:TWEET|**|MC:TOPSHARE|*
Una lista unitaria per l’Europa dei diritti umani
- Massimiliano Smeriglio, 10.08.2018
Vice Presidente Regione Lazio
Comitato promotore Futura
Manifestiamoci. Cosa deve accadere ancora per spingere le forze sparse della sinistra ad una iniziativa coraggiosa?
Cosa deve accadere ancora per spingere le forze sparse della sinistra ad una iniziativa coraggiosa, plurale, unitaria? Dobbiamo assistere al disastro annunciato dei razzisti che straripano nel prossimo europarlamento? Dobbiamo consegnare senza combattere lUnione ai peggiori nazionalismi? L’autoreferenzialità ha accecato così in profondità i gruppi dirigenti della sinistra democratica?
A proposito della cecità delle sinistre di fronte a Weimar basta, non dico libri, ma la serie tv Babylon Berlin. Il tema oggi non è un singolo ministro ma lo sdoganamento di istinti, pratiche e linguaggi feroci. L’utilizzo del marketing razziale sta repentinamente mutando il clima nella società italiana. Nei bar, sugli autobus. Dalla violenza figurata sui social si passa rapidamente alle vie di fatto.
La fine del legame sociale, delle passioni grandi, accelera lo sdoganamento degli istinti individuali peggiori. Non ce la fa la politica, rischia di non farcela Papa Francesco a fermare i pogrom che vanno in scena nel cortile di casa. E non è la paura. E’ l’egoismo proprietario che si arma, senza più dover mediare con la dimensione collettiva. E’ il ribaltamento del contratto sociale, la fine del mito di Antigone. La figlia di Edipo ingaggia il suo scontro per difendere le prerogative delle leggi non scritte, valori assoluti dell’umanità, del diritto naturale e della libertà di coscienza contro la potenza delle ragioni dello Stato, del suo autoritarismo. Siamo al ribaltamento della tragedia. Le Costituzioni repubblicane nate dalla lotta di liberazione, capaci di garantire i diritti universali, sembrano soccombere sotto un nuovo brutale e diffuso diritto naturale, razzista, violento, individualista. Alimentato da leadership interessate a rafforzare il rapporto tra l’io e il popolo con campagne di comunicazione fondate sul capro espiatorio.
Non possono, non vogliono risolvere il tema del riequilibrio tra ricchezza e povertà, ma possono con facilità indicare i responsabili del malessere. Determinando, con unossessiva narrazione quotidiana, la necessità di chiudersi per non spartire quel poco o tanto che si possiede. I distinguo tra realtà e percezione valgono meno di zero. Basta osservare Paesi in balia di politiche razziste come la Polonia dove la presenza di persone provenienti dal sud del mondo è scarsissima.
Può saltare, in questo passaggio, la regolamentazione che gli esseri umani hanno affidato alla dimensione Comune, sdoganando e legittimando il far west. Perché al centro non c’è il tema dell’accoglienza, ma quello dell’uguaglianza. E l’uguaglianza il vero scalpo dei razzisti.
Esistono momenti in cui piantare una bandiera diventa indispensabile, per rimettere in fila l’ordine del discorso. Dando dignità e forza a valori che sono di minoranza. L’Italia democratica non riparte senza unaffermazione di responsabilità diffusa. Cattolici, laici, radicali, riformisti, attivisti, volontari, ecologisti, femministe. Persone capaci di determinare un salto di qualità nella nostra risposta disperata e frammentata.
Serve un processo per la costruzione di una lista di scopo. Non un partito né un movimento omogeneo, ma appunto una lista di scopo: transnazionale, antirazzista, europeista, antinazionalista che riparta dalla centralità della persona. Una lista per Antigone, per ridare centralità alla razza umana.
Una lista europeista, con tutti dentro. Che sappia rigenerare l’Europa del welfare, dei diritti civili, rimettere al centro l’uguaglianza. Partendo dal reddito universale di inclusione.
So che la polemica interna alla diaspora è dura da vincere. So anche però che per continuare a litigare c’è bisogno di uno spazio minimo vitale in cui riconoscersi.
Non capire che la posta in palio è esattamente questa significa assumersi la responsabilità di alimentare il piccolo cabotaggio mentre si afferma la barbarie.
© 2018 IL NUOVO MANIFESTO SOCIETÀ COOP. EDITRICE
So che la polemica interna alla diaspora è dura da vincere. So anche però che per continuare a litigare c’è bisogno di uno spazio minimo vitale in cui riconoscersi.
Non capire che la posta in palio è esattamente questa significa assumersi la responsabilità di alimentare il piccolo cabotaggio mentre si afferma la barbarie.
© 2018 IL NUOVO MANIFESTO SOCIETÀ COOP. EDITRICE




